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domenica 6 gennaio 2008

Ricerche storiche degli alunni delle elementari

LA MAESTRA RINA DESIDERIO E LE RICERCHE DEI SUOI ALUNNI SULLE DUE GUERRE MONDIALI (Scuole Abruzzesi 1989/1990)


Le scuole italiane, grazie ad una classe insegnate preparata e motivata (malgrado le inevitabili pecore nere) abbondano di belle ricerche effettuate dai loro studenti durante l’anno scolastico. Ricerche che il più delle volte hanno richiesto lavoro, entusiasmo e dedizione ma che finiscono, purtroppo, in qualche cassetto, destinate all’oblio.
Quando la maestra Rina Desiderio, sapendo la mia passione per la storia locale, mi ha fatto leggere i temi dei suoi alunni, mi sono detta che non potevano far la fine di tanti altri, perché attraverso le interviste che i bambini delle quinte hanno fatto ai loro nonni o bisnonni vengono fuori le ultime testimonianze sui due più importanti conflitti che hanno insanguinato l’Europa nel Novecento.

Sotto la guida attenta e benevola della maestra Rina gli scolari di San Salvo in Abruzzo, hanno raccolto e scritto, con tutta la passione di cui erano capaci, una pagina di storia locale che è andata oltre il traguardo prefisso dalla scuola perché questo lavoro ha avuto il doppio merito: far conoscere alle nuove generazioni le atrocità della guerra e far crescere nei bambini la stima per le persone anziane che li circondano. In effetti, gli alunni, attraverso le loro domande, hanno potuto rendersi conto che le loro nonne e i loro nonni sono stati capaci di affrontare con coraggio e abnegazione molte situazioni difficili e pericolose.
Barbara Bertolini

giovedì 15 novembre 2007

Sfollati a Torino

Gli sfollati a Torino nei ricordi di nonno Guido (7)

Ero a Torino e avevo nove anni quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. Vivevo in una famiglia di undici persone e ogni mattina avevo il compito di andare a comperare il pane per tutta la famiglia. Ogni volta che andavo il panettiere mi dava un pezzo di pane in più così lo mangiavo per la strada. Quando una persona finì il pane datogli, cercava sempre di mangiare quello di un altro. Quando sono cominciati i bombardamenti, mio padre siccome conosceva molto bene l’Italia, decise di venire in Abruzzo perché era un posto riparato e non molto bombardato, ma anche perché si trovava più cibo.
Il viaggio durò 2 giorni e ci furono molte difficoltà. Quando arrivammo ci stabilimmo a Francavilla. Dopo l’armistizio cominciò la guerra di liberazione. Francavilla fu bombardata, così fummo costretti a ritornare a Torino. Il viaggio di ritorno durò 33 giorni e fu molto faticoso. Quando arrivammo trovammo tutto distrutto e i tedeschi mi presero con molti altri ragazzi e mi portarono a costruire dei fossati per nascondere i cannoni. Siccome si accorsero che ero più piccolo egli altri, avevo dei privilegi: andare e venire in qualsiasi momento della giornata.